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Etiopia

DESCRIZIONE

L’Etiopia può essere definita un’Africa diversa, inaspettata e sorprendente.
La depressione della Dancalia è posta a 100 m sotto il livello del mare e può essere considerato il luogo più caldo e inospitale della terra. Nonostante ciò regala emozioni fortissime, ma richiede un forte spirito di adattamento. Ospita l’Erta Ale, un vulcano in continua eruzione dal 1967 che vanta l’unico lago di lava permanente del pianeta. L’affaccio sul cratere lascia senza fiato, un po’ per la bellezza un po’ per il calore e le fortissime esalazioni di zolfo. Più agevole la visita di Dallol, altro luogo spettacolare che rimane per sempre nei ricordi di chi ha avuto la fortuna di visitarlo. Si tratta di un vulcano collassato che ospita un lago caldissimo di acque sulfuree acide e tossiche, in cui si specchiano surreali formazioni e geyser sbuffanti. Attorno al lago, depositi di zolfo e ossidi di ferro regalano alla vista colori stupefacenti. Questa infernale depressione è abitata solo da Afar, un popolo nomade e fiero che sopravvive grazie a ciò che regala il terreno, il sale, che viene estratto nella grande Piana del Sale (Assalè) e trasportato in lunghe carovane fino a Berhale, primo insediamento umano a 4 giorni di cammino, tra canyon e fiumi da guadare.
L’Etiopia storica parte da Addis Abeba raggiunge il nord ovest fino alla sorgente del Nilo Azzurro, a Bahir Dar situata sul grande Lago Tana perdendosi tra i suoi antichi monasteri o ammirando le imponenti cascate; Gondar, con la sua bellissima chiesa di Debre Berhan Selassie adorna di centinaia di cherubini; i Monti Simien, che raggiungono i 4000 m e offrono la possibilità di trekking tra centinaia di babbuini gelada e stambecchi; Axum, luogo ricco di enigmi che custodisce, nella Chiesa di Santa Maria di Zion, l’Arca dell’Allenza; Lalibela, con le sue splendide chiese scavate nella roccia dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco; i panorami del Tigray, ricchi di campi coltivati, gole profonde e chiesette rupestri.
La parte meridionale dell’Etiopia, attraversata dalla Rift Valley, ospita parecchie tribù differenti, dai Mursi e i Surma con i loro piattelli labiali, ai Karo con i corpi dipinti. La Valle dell’Omo River è la più conosciuta e frequentata, ma lasciando le piste battute dal turismo è possibile raggiungere le terre confinanti con il Kenya, a 2/3 giorni di fuoristrada, ricche di luoghi ancora incontaminati e popolazioni ‘primitive’.

DOCUMENTI: passaporto con almeno 6 mesi di validità dalla data di partenza, in corso di validità con almeno e con 3 pagine libere. Il visto d’ingresso si ottiene direttamente all’arrivo ad Addis Abeba, compilando il modulo che distribuiscono sull’aereo e portando la fotocopia del passaporto.

VIAGGI ALL’ESTERO DI MINORI: dal 26 giugno 2012 tutti i minori italiani che viaggiano dovranno essere muniti di documento di viaggio individuale. Pertanto, a partire dalla predetta data i minori, anche se iscritti sui passaporti dei genitori in data antecedente al 25 novembre 2009, dovranno essere in possesso di passaporto individuale oppure, qualora gli Stati attraversati ne riconoscano la validità, di carta d’identità valida per l’espatrio.

INFORMAZIONI SANITARIE: se si prevede il soggiorno nella Valle dell’Omo, ad Harar, e in Dancalia è consigliata la vaccinazione contro la febbre gialla (vale 10 anni e deve essere fatta almeno 2 settimane prima della partenza) e la profilassi antimalarica. Si raccomanda comunque di rivolgersi all’Ufficio d'Igiene Provinciale per informazioni più dettagliate. E’ obbligatoria la febbre gialla solo per viaggiatori provenienti da altri Paesi africani. Si raccomanda di seguire le normali precauzioni su cibo e acqua. È utile portare con sé nel bagaglio a mano le medicine di uso personale e medicinali contro
dissenteria, infezioni intestinali e di pronto soccorso.

FUSO ORARIO: +1 ora quando in Italia è in vigore l’ora legale. +2 ore con l’ora solare.

LINGUA: amarico tigrino e vari dialetti locali. Diffuso l'inglese, soprattutto nei centri urbani.

VALUTA: in Etiopia la moneta locale è il Birr etiopico. Si consiglia di cambiare dollari o euro ad Addis Abeba prima della partenza. Lungo il tragitto infatti il cambio può essere fatto solo nelle banche e non sempre i tempi di apertura coincidono con i nostri tempi di viaggio.

TELEFONO: per chiamare l'Italia occorre comporre lo 0039 seguito dal prefisso della città italiana con lo zero iniziale e infine il numero desiderato. Per telefonare dall’Italia all’Etiopia, il prefisso internazionale è 00251 seguito dal prefisso della città senza lo zero e infine il numero. Attenzione alle tariffe se chiamate dall'albergo. Controllate con il vostro gestore la copertura in roaming del vs GSM.

ELETTRICITÁ: il voltaggio in uso è 220-240 volt. Si consiglia di munirsi di spina universale in quanto le prese possono essere diverse e non sempre gli hotel hanno adattatori (provare comunque a chiedere sempre in Reception). In alcuni alberghi la corrente viene sospesa di notte.

BAGAGLIO: le compagnie aeree non applicano tutte la stessa franchigia bagaglio da stiva, pertanto consigliamo di controllare su ciascun biglietto qual è il peso massimo consentito, ed adeguarsi a quello inferiore. E' importante che sul bagaglio venga messa un'etichetta con nome, cognome e indirizzo del proprietario in modo che sia di facile identificazione. Bagaglio, passaporti e denaro vanno custoditi con la massima attenzione, soprattutto negli aeroporti, negli alberghi e durante visite ed escursioni in luoghi  articolarmente affollati.

ABBIGLIAMENTO E CLIMA: è consigliabile portare con sé capi leggeri per il giorno, più pesanti (felpa o maglione) per la sera specialmente nelle regioni dell'altopiano. Scarpe chiuse, occhiali dasole, cappello di tela, crema protettiva. Importante: per la visita delle chiese, bisogna togliere le scarpe e si consiglia di avere sempre con sé un paio di calze pesanti. In Etiopia le condizioni climatiche sono nettamente determinate dall'altitudine. L'altopiano, con un altitudine media di 2000/3000 m, gode di un clima ideale. Due le
stagioni, quella più piovosa da Giugno a Settembre e la stagione secca da Ottobre a Maggio. Una stagione detta “delle piccole piogge” si colloca normalmente tra Marzo e Aprile.

ADDIS ABEBA
Addis Abeba, situata ai piedi del monte Entoto, è la capitale dell’Etiopia e la sua più grande città; vi convivono circa 3 milioni di persone di più di 80 nazionalità e lingue diverse, con comunità religiose musulmane, cristiane ed ebraiche. Addis Abeba è chiamata anche la “capitale politica dell’Africa” dal momento che ospita le sedi di numerose organizzazioni statali e internazionali, come la United Nations Economic Commission for Africa (UNECA) e l’Unione Africana, e grazie alla sua importanza storica, diplomatica e politica.
La città fu fondata nel 1886 dall’imperatore Menelik II, che aveva individuato nel monte Entoto un’utile base per le operazioni militari nel sud del suo regno.
Scientificamente, l’Etiopia, e in particolare Addis Abeba, fu la culla dell’umanità, come testimoniano le numerose scoperte di fossili umanoidi.
Il National Museum of Ethiopia è il più importante museo della nazione e ospita tesori artistici oltre a preziosi reperti archeologici come i resti fossilizzati dei primi ominidi, il più famoso dei quali è Lucy. Altri edifici che vale la pena visitare sono la St. George’s Cathedral, cattedrale ortodossa di forma ottagonale che ospita anche un museo, particolare perché fu progettata da un architetto italiano e costruita da prigionieri di guerra italiani nel 1896; la Holy Trinity Cathedral, costruita per celebrare la liberazione dall’occupazione italiana; il Menelik Palace, oggi sede del governo; l’Hager Fikir Theatre, il più antico della nazione; la Grand Anwar Mosque, la più grande dell’Etiopia, e la vicina Raguel Churc: questa vicinanza simboleggia la convivenza pacifica fra le due religioni.

AWASA
La città è situata sulle rive del Lago Awasa nella Great Rift Valley e l’attività principalmente praticata dai suoi abitanti è la pesca. Le più importanti attrazioni cittadine sono la Chiesa di San Gabriele e lo Stadio.
Il Lago Awasa ha una superficie di 129 chilometri quadrati e una profondità massima di 10m. Essendo relativamente accessibile per gli scienziati, è il lago più studiato di tutta la Rift Valley e si pensa abbia una sorgente sotterranea che mantiene fresche le sue acque.

AXUM
Axum si trova nel nord dell’Etiopia ed è una delle prime città abitate dell’intera Africa. I suoi siti archeologici sono stati nominati dall’UNESCO patrimonio dell’umanità. Anticamente era un importante snodo per il commercio marittimo e il Regno di Axum aveva una propria lingua scritta e sviluppò uno stile architettonico, contraddistinto dal largo uso di obelischi.
La chiesa ortodossa etiope sostiene che nella Chiesa di Our Lady Mary of Zion si trovi l’Arca dell’Alleanza, nella quale sono conservate le Tavole della Legge, con incisi i Dieci Comandamenti. Axum è considerata la città più sacra d’Etiopia ed è meta di pellegrinaggi; qui, si tengono ogni anno numerosi festival religiosi, come il Timkat Festival, che corrisponde all’Epifania cristiana.
I monumenti più importanti di Axum sono le stele, antichi obelischi che sono diventati ormai un simbolo di identità nazionale.

BAHIR DAR & LAGO TANA
La città di Bahir Dar è una delle principali mete turistiche dell’Etiopia per la sua posizione sulla sponda meridionale del lago Tana e la vicinanza al Nilo Azzurro. Le Cascate del Nilo, seconde in Africa solo alle Cascate Victoria, si trovano a soli 30km di distanza in direzione sud.
Il Lago Tana è il più grande dell’Etiopia e la sorgente del Nilo Azzurro. Al suo interno si trovano diverse isole, il cui numero varia in base al livello delle acque. Ha origine vulcanica e sette grandi fiumi immissari oltre a 40 fiumi stagionali. Le magnifiche cascate del Fiume Nilo isolano il lago, dal punto di vista ecologico, dal resto del Nilo e questo isolamento ha giocato un ruolo centrale nell’evoluzione della fauna endemica del lago.

BALE MOUNTAINS
Le Bale Mountains, conosciute anche come Urgoma Mountains, si trovano nella zona sud-orientale dell’Etiopia e fanno parte dell’Ethiopian Highlands; comprendono cime importanti come Tullu Demtu che, con 4377m, è la seconda cima più alta dell’Etiopia e il Mount Batu di 4307m. il Parco nazionale copre un’area di 2200 chilometri quadrati di queste montagne.
Ciò che colpisce sono il selvaggio scenario alpino e la relativa facilità con cui si possono vedere uccelli e mammiferi presenti unicamente in Etiopia, come per esempio il lupo etiope. Oltre alla possibilità di ammirare le affascinanti specie animali nel loro ambiente naturale, il Parco offre opportunità eccezionali di praticare il trekking fino al villaggio di Dinsho, nel cuore delle montagne; anche la cittadina di Dodola è un ottimo punto di partenza per visitare il Parco.

DANCALIA
La Dancalia fa parte di una regione più ampia, la depressione dell’Afar. Definita dal National Geographic “il luogo più crudele sulla faccia della Terra”, ha un territorio che presenta condizioni estreme ed è in maggioranza ricoperto da materiale di origine vulcanica. Il clima è caldo e arido e nelle zone desertiche ci sono poche oasi alimentate da sorgenti sotterranee. Notevole è il vasto Salt Pan, o Piana del Sale, con una superficie di ben 5000km². Tra i vulcani più importanti ricordiamo invece l’Erta Ale, molto attivo, che ha anche un lago di lava permanente.
Questa regione è abitata in prevalenza da una popolazione nomade chiamata ‘Afar, dedita all’allevamento dei cammelli e al commercio del sale ricavato dal suolo, anticamente occupato dal mare.

GONDAR
Gondar era la capitale imperiale dell’Etiopia ed è situata sulle rive del fiume Angereb, a nord del Lago Tana e a sud ovest delle Montagne Simien.
Oggi è un’importante meta turistica grazie soprattutto alle suggestive rovine situate nei pressi della zona della Cittadella Reale, luogo da cui l’Imperatore esercitava il suo potere, ed è importante centro di studi religiosi per la Chiesa Ortodossa Etiope. Alcuni noti luoghi d’interesse storico e culturale, che il visitatore non vorrà perdere, sono il Castello di Fasilide, il Palazzo di Iyasu, la Sala di Dawit; da ricordare che ogni anno i Bagni di Fasilide, non lontano dalla città, vengono aperti ai fedeli in una cerimonia di benedizione.
Gli edifici posti al centro della città mostrano ancora quell’architettura influenzata dallo stile italiano dovuta alla dominazione italiana degli anni Trenta.

LALIBELA
La città di Lalibela è situata nel centro-nord dell’Etiopia ed è famosa per le sue chiese scavate nella roccia, che fanno parte dei Siti patrimonio dell’UNESCO e per le quali è importante meta di pellegrinaggi. Tutte le chiese sono chiamate Bet (ossia “casa”, oppure “tempio”) e sono organizzate in due gruppi e divise dal fiume Giordano; tra queste ricordiamo la Bet Medhame Alem, la più grande chiesa al mondo costruita con una sola pietra, la Bet Maryam, l’unica affrescata e la più conosciuta, la Bet Golgotha, interdetta alle donne, e la Cappella Sellassiè, protetta da monaci guardiani che ne impediscono l’accesso e che contiene la Tomba di Adamo accanto al Sepolcro di Cristo, come dice la leggenda.

SIMIEN PARK
Il Simien Mountains National Park è un parco nazionale che comprende i monti Simien e il Ras Dashan, la cima più alta dell’Etiopia.
Ospita numerose specie in pericolo, come il lupo etiope e lo stambecco del Semien. Altre specie animali, come il babbuino gelada e il caracal abitano queste zone insieme a più di 50 specie di uccelli.
Il Parco è attraversato da una strada non asfaltata che parte da Debarq e va verso est, attraversando alcuni villaggi, fino a Buahit Passs, dove il percorso scende poi verso sud e termina a Mekane Berhan.
Il Parco fu fondato nel 1969 e nominato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1978; in seguito, a causa della diminuzione del numero di esemplari di alcune specie, nel 1996 fu aggiunto alla lista dei Patrimoni Mondiali in Pericolo.

VALLE DELL’OMO
Il territorio della Valle dell’Omo, che occupa la parte meridionale dell’Etiopia, presenta caratteristiche uniche dal momento che coesistono diversi ecosistemi; qui la vita delle popolazioni rurali è strettamente legata alle piene del fiume Omo che rendono fertili i terreni da coltivare. Il fiume sfocia poi nel Lago Turkana che, insieme alla bassa Valle dell’Omo, è annoverato tra i siti Patrimonio dell’UNESCO. Qui, sono stati ritrovati i resti di ominidi, molto utili agli studiosi per le loro ricerche sull’origine dell’uomo.
I popoli che abitano in questa valle sono, tra gli altri, i Bodi (Me’en), i Daasanach, i Kara (o Karo), i Kwegu (o Muguji), i Mursi e i Nyangatom e sono legati da accordi e alleanze ad altre tribù che vivono in zone più lontane, come gli Hamar, i Chai o i Suri e i Turkana che possono così godere dei benefici derivanti dalle piene del fiume in caso di necessità. Per tutte queste tribù i riti e le tradizioni sono ancora oggi di fondamentale importanza poiché segnano l’appartenenza al gruppo di ogni singolo individuo; tra questi, il più evidente è la cura del corpo decorato con colori naturali e scarificazioni (le donne per abbellire il proprio corpo, mentre gli uomini per simboleggiare l’uccisione di un nemico o di un animale) che simboleggiano anche la gerarchia sociale, oltre alla pura bellezza estetica; per di più, le donne di alcune tribù portano piattelli labiali di diverse dimensioni (fino a 10cm di diametro). Queste tribù si dedicano all’agricoltura e alla pastorizia e sono perlopiù sedentarie. Le numerose popolazioni indigene convivono con varie specie animali, come serpenti, coccodrilli e ippopotami e all’interno della Valle si trovano due parchi nazionali: il Mago National Park e l’Omo National Park.

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